Rivista il mulino

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desiree burlando, 09-12-2009, 16:05

Signor Ruini, ha perfettamente ragione quando dice che Netanyahu è chiaro, anzi è chiarissimo sulle sue posizioni! Non so se rammenta cosa disse il ministro degli esteri Lieberman a tal proposito, riporto perchè è significativo:"In ogni posto del mondo nascono bambini, la gente si sposa e qualcuno muore: quindi non possiamo accettare di congelare completamente gli insediamenti". In altri termini, Israele non ha nessuna intenzione di frenare la "naturale crescita" degli insediamenti esistenti, così la definiscono Lieberman e Netanyahu. Netanhayu è anche chiaro sul fatto che si tratta di un congelamento temporaneo e che sicuramente non riguarderà Gerusalemme. I palestinesi esigono un blocco totale delle costruzioni in Cisgiordania e Gerusalemme est prima di tornare al tavolo dei negoziati di pace. Netanyahu commenta: "Lo stop alla colonizzazione indica che vogliamo la pace..." Pecora nera? No, candido agnello!

Andrea Ruini, 27-10-2009, 14:07
Sono rimasto abbastanza perplesso leggendo questo intervento. Solo alcune obiezioni su punti di fatto: citando il discorso di Netanyahu all'Università Bar-Ilan, Frankel estrapola dal contesto la frase in cui il premier israeliano dice che "gli arabi devono riconoscere il diritto del popolo ebraico ad avere un proprio Stato". La frase è inserita nel discorso sulla legittimità degli ebrei a vivere in Palestina, legittimità che gli arabi hanno spesso negato, dal 1920 in poi. Sulle colonie poi Netanyahu è chiarissimo: "non abbiamo alcuna intenzione di costruirne di nuove o di espropriare altra terra per quelle già esistenti". Non capisco perchè si debba cavillare. Sulla guerra del 1967: da quello che Frankel dice, sembra che Israele abbia aggredito i paesi arabi. E’ noto invece che nel maggio 1967, prima della guerra, gli eserciti arabi si stavano mobilitando contro Israele: l'Egitto aveva mandato le sue truppe di élite nel Sinai (circa centomila uomini con centinaia di tank), aveva chiuso lo stretto di Aqaba, una evidente violazione del diritto internazionale e una chiara provocazione, e aveva fatto sloggiare le truppe ONU che si interponevano tra i due eserciti. Il torto di Israele, seguendo il ragionamento di Frankel, è stato quello di non lasciarsi aggredire e di non permettere di essere fatto a pezzi?. Ultima critica: i razzi Kassam che Hamas tirava contro Israele, e che hanno portato alla guerra di Gaza, nell’articolo diventano "presunti". Non sono d'accordo.
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